AutoBio


Quando ero bambino mia nonna mi insegnò un modo per comunicare senza usare le parole: era semplice, bastava disegnare! Visto che parlavo molto poco lo adottai come linguaggio speciale.

Sono influenzato dai primi videogiochi in pixel (Pitfall, Swords & serpents, Atic atac....), dai giochi di ruolo (D&D), dai cartoni animati (Barbapapà, Lupin III, Conan ragazzo del futuro), da artisti come Moebius, Luzzati, Mattotti, Miyazaki, Van Gogh, Picasso....
Ho vagato come simil-architetto nella Firenze dove sono cresciuto. Ho vagato come fumettista-pittore-che-poi-sceglie-di-essere-illustratore nella Milano negli anni della mia formazione artistica. Sono stato folgorato dalla Sagrada Familia di Barcellona e dalla statua della Caridad del Cobre all'Havana. Ho una moglie meravigliosa e 3 figli stupendi.

Dal 2001 sono art director dell'agenzia creativa Essedicom.

PUBBLICAZIONI:

Per Mondadori Ragazzi Focus Junior: 
IL GRANDE LIBRO DELLE MAPPE (2013)
I 100 LUOGHI INCREDIBILI DA VEDERE ASSOLUTAMENTE  (2011)
I 100 GENI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO (2010)

Per la Fondazione Carlo Collodi:
PINOCCHIO RIPENSA IL MONDO - 3 diari scolastici (2010-2013):
1 PINOCCHIO FA LA DIFFERENZA
2 PINOCCHIO RISPARMIA L'ENERGIA
3 PINOCCHIO MIGLIORA L'AMBIENTE

Per Tecnodidattica:
STORIAMONDO, mappamondo con 52 personaggi (2011).


0 - FUORI DALLA MAPPA
12 agosto 1969 12:30 uscita di piedi

Dopo aver ascoltato le gioie e i dolori della vita proposta dall'angelo alle anime riunite, e assistito al silenzio imbarazzato che ne segue, decido di sceglierla, questa è la mia! faccio un passo avanti pensando "io" e in un'infinita caduta nel mio futuro orgoglio, nella via fantastica e disillusa che mi aspetta, rinasco alle 12 e 30 il 12 agosto 1969 - mago - eremita - innamorato - eremita, a Rimini vicino al mare in una via che ha il nome di mio padre Alessandro Serpieri (suo antenato).

Poco dopo che il primo uomo lasciava la sua impronta storica sulla luna in televisioni in bianco e nero, io - Marco insieme al gemello Nicola (venuto da un altro volere) nella pancia tonda di mia madre Anna, matto come lo zero tondo che precede tutto, mi appresto ad atterrare sulla terra nel sol leone di un mezzogiorno e mezzo di fuoco, spaccando l'anno e il giorno e l'ora in due metà perfette come noi due gemelli astronauti delle stelle... quindi con una tripla capriola 9 - 6 - 9 mi rigiro insieme al mio doppio viaggiatore che per primo si tuffa di testa, e per uscire via come su uno scivolo, di piedi ad acchiappare la luce e il benefico ossigeno terrestre...

per un attimo che mi pare una nuova eternità mi incastro con un braccio con la sensazione di stare con la testa sott'acqua e il corpo in aria, ma poi la vita che ho scelto mi reclama ed esco a riveder la stella.

Molti anni dopo in un marciapiede di Milano avrò un revival stranissimo della mia nascita difficoltosa riprovando esattamente quel senso di soffocamento che mi blocca e poi finalmente lo sbocco alla vita, è stato come nascere due volte in questa vita, ricollocarsi nel mondo per la seconda volta.

DA SAMARCANDA A ME STESSO

Sogno di scrivere un libro di successo e diventare famoso e andare a vivere nei Caraibi con mia moglie e i figli (oppure semplicemente in montagna), essere citato in una famosa canzone di Bob Dylan con Keith Jarrett al piano: LIKE THE MARCO’S TALE...
Sogno anche di inventare un supereroe: SIMBOLICUS, esperto in simboli e religioni comparate... ma non farebbe successo; allora magari potrei creare un gioco per bambini, un gioco dell’oca così antico eppure così moderno, magari un pò multimediale anche se preferisco molto di più il tabellone su cartone e le pedine come piccole oche di colori diversi: gialla, arancione, rossa, blu, verde, rosa... oche parlanti sul percorso segnato da piccoli sassolini.
Il mio gioco dell’oca sarebbe un’incrocio fra Risiko, Cluedo, Talisman, Monopoli con la sua prigione terrorizzante e senza ripassare dal via...
Ma sicuramente il mio sogno è sempre stato quello di fare un film, da regista... forse di fantascienza, molto meglio di fantasy, forse in 3d... andrebbe bene anche un bel film in animazione!
Sono indeciso sul videogioco: videogioco intelligente, avventura garantita su uno sfondo storico-magico, trama da favola antica con aiutanti, draghi e asini parlanti che citano Apuleio, insomma un gioco frammisto della realtà imperitura dell’arte... come entrare nel mondo di Van Gogh a scoprirne l’assassino... e trovarsi a galleggiare nell’aria con i fiori e la sposa nel blu di Chagall... oppure danzare con le figure africane di Picasso... scendere all’Inferno insieme a Dante e Virgilio, anzi essere il suo Virgilio che lancia libri sui demoni...
Certo comunque qualunque cosa facessi (gioco, film, videogioco) devo rintracciare il bandolo della matassa, così piena di curve e grovigli di fili colorati che si intrecciano nell’intreccio di quello che ci ostiniamo a chiamare vita, la caccia al tesoro più bella di tutte, con mille e uno bigliettini che si rimandano uno all’altro... tostapane, cassapanca, quadro, scolino per il tè, mattonella rossa, tappeto fiorito, sasso in giardino, botola, nuvola, ombra della nuvola, gallo, mucca, campanile... Sto ricordando la casa di montagna dove sono stato molte estati da bambino con la nonna e il mio fratello gemello... il mio specchio... chissà come mi è tornata alla memoria quella casa, comunque piena di magie e sogni e qualche incubo!? 
Forse una casa è un pò come un gioco dell’oca, con i suoi corridoi e scale e aperture e il giardino intorno e la cantina così spoglia che mi ha sempre fatto paura... correvo sempre all’insù a perdifiato col cuore in gola per non farmi prendere dal fantasma cattivo e saltando gli scalini atterravo al piano normale della casa chiudendomi la porta dietro le spalle, dietro gli occhi e il cuore riprendeva la sua posizione... ma poi c’erano il sole nei prati con i mille fiori e l’aria più leggera delle nuvole...

alla ricerca del gioco
Sì, mi sono immaginato un gioco dell’oca in cui ogni casella corrisponde ad un anno della mia vita, una specie di mappa del tesoro con la mèta al centro: DI RITROVAR SE STESSI... come pollicino spargo molliche di pane di Sé nel percorso a spirale... mosca ceca fino all’albero della cuccagna al centro del tutto, ruota del mulino ricco dei doni e delle sorprese della vita.
I giochi mi hanno sempre affascinato con le loro regole elementari eppure sempre quella magia presente, quel piacere infinito di abbandonarsi ai misteri non detti e sottintesi del gioco, quel cazzeggio serio che si può fare solo giocando.
Me ne ricordo uno che si chiamava SAMARCANDA, non ci ho mai giocato, ma mi sono sempre chiesto che cosa conteneva la scatola del gioco: forse una mappa della città e la via della seta che scorre nel mezzo e gli intrighi dei mercanti durante la spedizione di MARCO POLO, ladri mercanti e indovine?
I grandi esploratori sono gli unici personaggi che ho mai sopportato della cosiddetta storia insegnata a scuola. Io li chiamo apritori-di-cammini, eremiti-maghi-guerrieri, viaggiatori del tempospazio: ogni scopritore è un comunicatore di altri mondi, sognatore trasversale, allarga la mappa del mondo, scopre nuove parole, nuovi cibi, nuovi dei.
Insieme a SAMARCANDA mi piacerebbe scoprire: UR, ULAN BATHOR, MACHU PICCHU, le tre SANTIAGO, ELEFANTINA...
Vorrei essere: il ladro di Bagdad in quel fantastico film in bianco e nero che mi è entrato nell’anima da bambino... Dersu Uzala il piccolo uomo dei boschi in quell’altro film magico... ma anche: Indiana Jones, Sandokan, Arlecchino, Robin Hood, Robinson Crusoe, Don Quijote, l’idiota di Doestoevskil eterno innamorato.... quest’ultimo spero di non esserlo in realtà...
Comunque il gioco che voglio creare deve per forza avere una MAPPA, un MAZZO DI CARTE AVVENTURA, dei segnalini OCHE, e ovviamente 2 DADI da 6 facce per girare la ruota della fortuna o ruota dei venti.
Deve contenere percorsi e storie, simboli immaginari e reali, deve far vibrare ogni particella d’anima a ogni giocatore, deve essere intessuto di vita, fatto della stessa sostanza dei sogni come nella tempesta di Shakespeare...
In quel gioco sceglierei sicuramente di interpretare MARCO POLO, ma un Marco Polo moderno che ha perso la rotta, forse un barbone sognatore che viaggia nell’immaginazione e gli piace che esistano ancora posti che non ha ancora visto perché in questo modo può provare la gioia squisita di immaginarli.

Marco Polo avrebbe voluto fare il giro del mondo in 80 giorni, solcare le 20.000 leghe sotto i mari e trascorrere tutto il viaggio attraverso il centro della terra per poi trovarsi a naufragare nell’odissea nello spazio.... un tragitto inverosimile per un eroe moderno nella sua dischiarazione dei diritti di indipendenza: avrei una bandiera tutta mia, con un sole giallo al centro e come inno LITTLE WING di Jimy Hendrix
AND SHE’S WALKING THROUGH THE CLOUDS... IT’S ALL RIGHT SHE SAID TO GET EVERYTHING YOU WANT FROM ME, EVERYTHING... è l’amore che il mondo fa girar!
Avrei fatto il giro del mondo a piedi ma anche usato tutti i veicoli volanti e terricoli e sottomarini e interstellari che la mia fantasia mi concedesse, raccimolando forme dai sogni e agglomerati colorati di lego, e strutture di mulini e biciclette, palloni aereostatici e torri medioevali, aerei a vapore e locomotive solitarie fra fontane e giardini... è il viaggio dell’anima, fatto di pezzi d’anima.


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