venerdì 18 agosto 2017

Fantasy




San Paolo

"Potrei parlare in tutte le lingue degli uomini e degli angeli ma senza l'amore non sono niente!"
San Paolo (il santo piccolo)


Sto leggendo "il regno" di Emmanuel Carrère, parla principalmente di Paolo e Luca, è molto interessante anche se lo scrittore prima credeva e poi non crede più.
Sembra Mastro Yoda = il combattente che conosce!




martedì 15 agosto 2017

Il libro dei sogni, scriverò



“Arrivare a non aver paura, questa è la meta ultima dell’uomo.
Le fiabe sono il catalogo dei destini. Un romanzo è l’infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste, la sostanza unitaria del tutto.
La parola collega la traccia visibile alla cosa invisibile.”
Italo Calvino

sabato 12 agosto 2017

Tognolini sulla poesia per bambini

poetica è la poesia.

ai bambini bisogna narrare il mondo, lo chiede la specie, e le rime e le storie devono scorrere chiare e abbondanti, più belle possibile.

È una poesia che infila perle di parole famigliari, domestiche, poche e vere, quelle che i bambini sentono dire e dicono nei loro veri giorni. Queste parole sono per loro ancora fresche e nuove, ancora immense, grondanti di senso: non hanno bisogno di vestirsi dei sinonimi sorprendenti e spaesanti accostamenti dei poeti laureati, che si muovono solo fra i nomi poco usati; o al contrario di spellarsi all’osso minimo per rinverdire, come talora accade nella poesia dei grandi, che deve rianimare parole rese opache da stanche decadi d’usi e abusi, forse anche di poeti stanchi.

Qui invece opera l’attitudine primordiale (e quindi poetica) in cui l’istinto di specie pone ogni adulto che parla al suo cucciolo: parole che son novissime per chi ascolta, e quindi (grande astuzia della specie) per chi parla, che le dirà con voce nuova e illuminata, e renderanno le cose nominate agli orecchi di chi le ascolta illuminate, desiderabili e splendenti. Poche parole ma sempre di più, sempre crescenti; parole note ma sempre “più una” sconosciuta: lo spiraglio che serve per sognare cosa mai vorrà dire, e quindi crescere.
Parole note, quindi, riconoscibili, ma disposte in modo sonante e sorprendente.
La mia poesia punta sulla disposizione delle parole più che sulla loro natura.

Bim, bum, bam
Quattro vecchie sul sofà
Una che cuce, una che taglia
Una che fa cappelli di paglia
Una che fa coltelli d’argento
Per tagliare la testa al vento

Si diventa scrittori una prima volta quando scrivi qualcosa che non ti ha chiesto nessuno
Si diventa scrittori la seconda volta quando si pubblica un libro

La mancanza di poesia, la privazione di bellezza, l’odio, il male, distruggono il mondo. La poesia, la bellezza, l’amore, il bene, conservano il mondo.

Timothée De Fombelle

Scrivere per i ragazzi non è mai abbassare il livello della letteratura: per me è sempre, al contrario, tentare di concentrare al massimo, di arrivare all’essenza della letteratura, cioè all’emozione, al riso, alle lacrime, alla fragilità della vita.

bisogna scrivere su ciò che ci appassiona; io ho pensato all’albero perché è qualcosa che mi ha sempre appassionato.

la scrittura è una sorta di grande riciclaggio della nostra vita.

Tante volte le storie cominciano così, con un’idea infinitesimale, che poi si ispessisce, si sviluppa, fino a diventare un romanzo.

io faccio sì che il mio lettore si perda un po’, lo faccio un po’ smarrire, per poi farlo ritrovare. Se io avessi cominciato la storia raccontandovi che Vango è nato un giorno di settembre, etc., vi sareste addormentati dopo dieci pagine. Io prendo la storia in mezzo, al cuore della vicenda, e correndo con Vango, vi faccio scoprire da dove viene e dove va.

Amo i personaggi che sono inseguiti da dei nemici, e sono inseguiti anche dal loro passato.

Poi l’altezza, la verticalità: questo io penso che sia semplicemente la voglia di elevarsi al di sopra della quotidianità: per me questo è il ruolo della letteratura.

le mie due ossessioni: la fuga e l’altezza: in effetti io utilizzo il ritmo della fuga per portare il mio lettore un po’ più in alto. Ci vuole molta energia per elevare il lettore, come un aereo che ha bisogno di molta energia al decollo.

Scrivendo questo libro, mi è sembrato un po’ di chiudere un ciclo, che comprendeva Tobia, Vango, e “Le livre de Perle”. Alla fine di un ciclo viene sempre da chiedersi: “E ora?” “Che fare?”
Ma fortunatamente sono ancora pieno di sogni e sono già proiettato sul mio prossimo libro, una storia ambientata nel diciottesimo secolo.

Mio Pinocchio, disegni in bic verde