martedì 16 gennaio 2018

Don Quijote sogna Dulcinea



"Ho risolto l'enigma, Sancho — disse alla fine Don Chisciotte —. Tutti questi giganti, tutti questi maligni fattucchieri erano forze impure e i loro eserciti condividevano quel carattere magico e impuro. Bisogna immaginare che quegli eserciti non erano composti di uomini di carne e ossa come noi. Tali uomini non erano più di un'illusione, un prodotto della magia, e, con tutta probabilità, i loro corpi non assomigliavano ai nostri, bensì ai molluschi e ai vermi e ai ragni. Quindi la spada ferma e tagliente del Cavaliere afferrata dalla sua potente mano, quando cadeva su tali corpi, li trapassava all'istante, quasi senza nessuna resistenza, come se tagliasse l'aria. In quel caso, di un solo taglio poteva attraversare, effettivamente, tre o quattro corpi, e addirittura 10, se erano molto stretti. Così si capisce come l'affare si risolvesse con tanta rapidità e come un cavaliere potesse in verità distruggere in qualche ora eserciti completi di creature maligne e mostruose…".
è un brano che inventa Dostoevskij!

in una lettera del 1876, Dostoevskij esclama sul Don Quijote: 
"In tutto il mondo non c'è opera di finzione più profonda e forte di essa. Finora rappresenta la suprema e massima espressione di pensiero umano, la più amara ironia che possa formulare l'uomo e, se finisse il mondo e qualcuno domandasse agli uomini: 'Vediamo, cosa avete tratto dalla vostra vita e quale conclusione definitiva avete dedotto da essa?' Gli uomini potrebbero mostrare in silenzio il Chisciotte e dire poi: 'Questa è la mia conclusione sulla vita e … potresti condannarmi per essa?'".

domenica 14 gennaio 2018

Leggendo la seconda parte del Don Quijote.... che capolavoro!

un capolavoro riesce a generare altre cose,
è una forza centrifuga continua
UN VORTICE D'ENERGIA





dal web:
nella spaventevole avventura dei mulini a vento, creduti da Don Chisciotte giganti (I, 8), vi sia un ironico rovesciamento di Inferno XXXI [3]. Dice Virgilio al suo discepolo: “sappi che non son torri, ma giganti, / e son nel pozzo intorno da la ripa / da l’umbilico in giuso tutti quanti” (vv. 31-33). Dice Sancio Panza al suo padrone: “Mire vuestra merced … que aquellos que allí se parecen no son gigantes, sino molinos de viento, y lo que en ellos parecen brazos son la aspas, que volteadas del viento hacen andar la piedra del molino”. E Don Chisciotte, quando il vento muove le ali: “pues aunque mováis más brazos que los del gigante Briareo, me lo habéis de pagar”. Virgilio mostra a Dante il gigante Fialte (che afferma essere del tutto simile a Briareo) legato da una catena: “le braccia ch’el menò, già mai non move” (v. 96). Lucifero stesso, sul fondo dell’inferno, appare da lontano come un mulino a vento: “Come quando una grossa nebbia spira, / o quando l’emisperio nostro annotta, / par di lungi un molin che ’l vento gira, / veder mi parve un tal dificio allotta” (Inf. XXXIV, 4-7).

lunedì 8 gennaio 2018

Illustratori del Don Chisciotte Don Quijote

in tutti vedo un dinamismo spiccato

fra Dorè, Daumier, Nine, Dalì, Picasso, Tessaro... vorrei esserci anch'io col mio Don Quijote